La bella e le bestie

sarah-scazzi-111.jpgIl delitto di Avetrana è stato uno dei tanti fatti criminosi che hanno insanguinato l’estate del 2010 e che continuano a insanguinare anche questa estate. Ad un anno di distanza, gli inquirenti hanno arrestato e stanno trattenendo in carcere due donne, due consanguinee di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa e trovata quaranta giorni dopo la sua morte occultata in un pozzo in campagna. Si tratta di Sabrina e Cosima Misseri, rispettivamente cugina e zia di Sarah.
Su queste due donne gravano accuse veramente pesanti. Infamanti. L’accusa di aver attirato Sarah, con un inganno, in una trappola e di averla uccisa. Movente: la gelosia di Sabrina, che contendeva alla giovane (e più carina) cugina le attenzioni del Brad Pitt di Avetrana, un certo Ivano che, forse, per la media locale, appare un belloccio, considerato con ben altra e più ampia visuale è solo un ragazzotto come tanti, in una cittadina di provincia piuttosto annoiata.
Giovedì prossimo, 4 agosto, nella sede dei R.I.S. di Roma, avverrà il confronto tra i Dna ritrovati sul telefono cellulare di Sarah e sei Dna prelevati ad altrettanti indiziati coinvolti in questa brutta storia estiva. Certamente il fatto che Sarah frequentasse tutte le persone coinvolte nel suo omicidio non renderà le cose più chiare di quanto sono.
Resta, comunque, abbastanza chiaro che Sarah è stata uccisa in “famiglia”. Una famiglia allargata, composta dalla zia, dallo zio e dalla cugina, che spesso la ospitavano e le davano quell’allegria che mancava in casa sua. Mancanza di allegria dovuta ad una rigidità della madre di Sarah, ai confini ristretti imposti dal suo credo religioso (è testimone di Jehova). Sarah, come tutte le bambine della sua età, voleva solo ridere, festeggiare il suo compleanno, avere un computer, essere coccolata, abbracciata, considerata.
Sarah era una bambina in un mondo di adulti, un mondo che risponde a regole diverse, più complesse, da quelle che regolano il mondo infantile. Che ne sapeva Sarah della gelosia? E che ne sapeva della salvezza promessa da un Dio severo e lontano quanto Alfa Centaury dalla vita delle creature che dice di aver creato? Che ne sapeva, Sarah, dell’amore?
mamma-sarah-scazzi.jpgA ben vedere c’è più di un assassino, in questa storia. Ed una sola vittima, Sarah. La piccola – perchè tale era – Sarah è stata uccisa prima di tutto dalla madre, che le ha negato la felicità, la normalità ed un Dio buono e coccolone. Le ha negato i compleanni con la torta, i regali, una vita normale fatta di abbracci e di coccole. Poi Sarah è stata uccisa dai suoi carnefici, perchè non era in grado di interpretare i segnali che il mondo dei grandi le aveva dato. Non le era stato permesso, non le erano state date le “armi” per farlo. Forse, se avesse avuto ben altra “impostazione”, Sarah avrebbe capito e si sarebbe potuta difendere tenendosi alla larga da un mondo del quale non conosceva ancora bene le regole.
Ma Sarah era una bambina ingenua e bisognosa di un affetto che nessuno, nessuno, ha saputo regalarle. E che nessuno, nessuno, ha saputo capire. Cosima e Sabrina hanno scambiato il suo bisogno per civetteria; Ivano ne era lusingato come può esserlo un uomo; la madre di Sarah forse non sa nemmeno che significa affetto.
A ben vedere, quella di Sarah è una tragedia nella tragedia e Sarah ha finito per diventare il capro espiatorio delle frustrazioni di grandi troppo frustrati per comprendere altro al di fuori di se stessi.

La bella e le bestieultima modifica: 2011-08-02T20:24:49+02:00da emhotep
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