Pericolo sette

sette-segrete.jpegIn Italia, secondo un’inchiesta redatta dal quotidiano “La Repubblica”, ci sono ben 620 sette, ma si tratta del numero “ufficiale”, che non include i tanti gruppuscoli che gravitano nel sottobosco pseudoreligioso a livello non ufficiale. Sette spesso pericolose, che sottopongono gli adepti a veri e propri abusi.
Aderiscono a queste sette più di tre milioni di italiani, immigrati compesi. Il 64% sono donne e adulti, il 15% adolescenti e bambini. Sono numeri impressionanti, sintomi e segni chiari di un malessere che non è solo fisico, ma soprattutto spirituale. Un malessere diffuso e in via di diffusione.
I nuovi santoni fanno proseliti servendosi dei mezzi di comunicazione e dei rituali più moderni: “benessere spirituale low cost”, “lavaggi energetici emozionali” e così via. Ad Assisi, per esempio, c’è una di queste sette che segue la cosiddetta “Dottrina della foresta”, che praticamente si concretizza nell’assunzione di una bevanda allucinogena a base di ayahuasca. La promessa, ovviamente, è una “visione diversa”, un approccio diverso, l’entrata in un mondo altrimenti inaccessibile.
Le vittime sono frequentemente persone che si trovano in uno stato di debolezza. Vengono convinte che solo il “maestro” può salvarle (dai loro peccati o dalle loro malattie, più o meno i maestri sono polifunzionali). Alcuni muoiono per essersi convinti ad assumere “medicinali” che avrebbero dovuto risolvere le loro patologie, medicinali che tali non sono, sovente si tratta di misture di dubbia efficacia ma di reale danno.
Alcune sette lasciano un marchio indelebile ai loro adepti. Il guru di “Re Maya”, Danilo Speranza, considerato un semi-dio ma in realtà un criminale incallito e violento, dedito a rapporti di estrema violenza con bambini di 10 e 12 anni e con le loro madri, praticante l’estorsione nei confronti di queste ultime e compagnia cantando. Più o meno i metodi di un’altra setta, quella di “Arkeon”, che per dieci anni ha prodotto più di 15.000 invasati e i cui capi spirituali sono finiti sotto processo a Bari per associazione a delinquere (in Italia non esiste il reato di plagio, speriamo che il “legislatore” si svegli…) e maltrattamento di minori, con due casi “conclamati” di suicidio derivati da questi maltrattamenti.
Ma chi decide di aderire a queste sette? Le inchieste hanno evidenziato che non c’è un problema di mancanza di istruzione, dietro il proselitismo. Molti adepti hanno un’istruzione medio-alta. C’è, piuttosto, la presenza di carenze soprattutto di natura spirituale, oltre a quelle esclusivamente di natura fisica (problemi di salute, malattie gravi, handicap e via elencando).

Pericolo setteultima modifica: 2011-07-16T11:35:13+02:00da emhotep
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