Abbiamo bisogno di un colpevole

sarah-scazzi-SARAH-SCAZZI-+PERITO-AUTOPSIA.jpgQuesta estate che non è ancora estate, è punteggiata di gialli, di morti, anzi di morte, perchè le protagoniste al negativo – le vittime – sono tutte femminili. Strana estate e strane morti, avvolte nel silenzio, sprofondate, addirittura. Un silenzio denso in cui tutto è possibile.
Alcune vicende sono state “ereditate” dallo scorso anno, come quella di Sarah Scazzi. Vicenda tristissima per quella bambina magra magra dallo sguardo sperduto, figurina eterea in un mondo “massiccio”, fatto di altre figure femminili spesse, solide, ingombranti. Una vicenda tutta familiare, in cui si nasconde l’invidia, la gelosia, la frustrazione e chissà cos’altro. Altre due donne sono in carcere, per questa vicenda: la cugina e la zia di Sarah. Probabilmente sono state loro, gli indizi sono implacabili, stringenti. La sola figura maschila fa una ben meschina apparizione. Altro che sesso forte, vero zio Michele? Il vero debole, l’altra vittima, sembra proprio essere quest’uomo dagli occhi chiari e dall’espressione sempre mesta e servile.
Altre vicende di questa luttuosa estate all’insegna del femminicidio, sono accadute di recente. Melania Rea, per esempio. Una splendida giovane donna, madre di una bambina, ritrovata uccisa in un bosco. Misteri, ombre, sospetti.
Melania-Rea-carmela8.jpgUn uomo – il marito – che sembra fare di tutto per farsi sospettare, innanzitutto mente. Mente a manetta, su tante, troppe, cose importanti. Che sono importanti indipendentemente dall’omicidio della moglie, ma che quell’omicidio rende vieppiù importanti. L’ultima bugia la scorsa settimana e nemmeno un’ombra di vergogna, di pudore, di pentimento nell’essere un produttore seriale di menzogna. Nemmeno una lacrima, sempre la solita faccia mesta (o finta tale), il solito incrinarsi di voce come se stesse per piangere (ma non piange mai) e basta. Un copione che si ripete pedissequamente ogniqualvolta il signor Parolisi Salvatore ha la ventura di essere intervistato da qualche conduttore televisivo. Non gli credo più a quest’uomo. Potrebbe aver assassinato la moglie e averlo rimosso, magari. Stile Franzoni, per intenderci. Chi mente più volte automaticamente si pone nella posizione di non essere creduto, malgrado protesti la sua innocenza con apparente sicurezza.
Come dimenticare, poi, Yara Gambirasio? Dolce e fragile elfetto che amava a dismisura la ginnastica ritmica, sparita nel nulla, vittima di chissà chi, ritrovata a distanza di mesi dalla sua scomparsa in un campo vicino alla sua palestra, riversa nell’erba. Un intero paese sospettato, Dna raccolti e catalogati e la sensazione che il mostro sia accovacciato tra le ombre di qualche vita apparentemente normale. Yara dal sorriso allegro e dalla vita seria e tranquilla, i cui genitori hanno mostrato una dignità nel dolore pari al dolore stesso. Il dolore più intenso, continuo a credere, è quello che si tace, non quello che si dice. Quando lo dici è già esorcizzato.
yara_gambirasio_01.jpgUna brutta estate. Bruttissima. Deprimente e calda. Ed è come se stessimo tutti lì, con il fiato sospeso, ad aspettare che qualcuno faccia un passo falso. Perchè non esiste il delitto perfetto, come non esistono le indagini perfette, del resto. Abbiamo bisogno di colpevoli e non andiamo tanto per il sottile, a volte. Il colpevole, in fondo, è il sigillo su queste storie balorde, è sapere che c’è una giustizia, che la morte e la vita, in fondo, non sono poi così vane come – chissà – forse in realtà sono…

Abbiamo bisogno di un colpevoleultima modifica: 2011-06-18T21:14:45+02:00da emhotep
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