Le mogli del “boss”

260x01305038482159amal_la_giovane_moglie_di_bin_laden.jpgIl cattivo è morto. Intendo Bin Landen. Ma chissà per quanto la sua fosca ombra aleggerà sul mondo che, purtroppo, è già avvolto di suo in una fosca aurea. Paradossalmente penso che il mondo abbia bisogno del male. Del male incarnato, un pò come il bene, in fondo. Del male fatto uomo, contro cui combattere, lanciare crociate. Soprattutto il male con cui confrontarsi. E Bin Laden ha incarnato egregiamente questo modello. Ha – anche se involontariamente – spartito il mondo e i “mondani” in due fazioni che, spesso, tendevano a confondersi tra di loro: i “buoni” e i “cattivi”. A volte ad essere cattivi erano i buoni, a volte ad essere buoni erano i cattivi. Una interessante metafora della vita, in fondo.
C’era, ovviamente, anche un Bin Laden privato. Un uomo, un figlio, un fratello, un marito e, per alcuni, un amico. Aveva sei mogli, quello che gli americani hanno sempre considerato la “reincarnazione del male”. Sei mogli e almeno undici figli maschi. Le femmine – essendo Osama un musulmano, cultura patriarcale eccetera eccetera – non si sa nemmeno quante fossero.
Certo che le mogli (ed in parte anche i figli) di quest’uomo non devono aver proprio condotto una vita facilissima: fuga e vita in clandestinità non sono certo le cose che una donna si aspetta di fare dopo il matrimonio. Le sue donne erano con lui ad Abbottabad (nome, onestamente, assai infelice per un nascondiglio, ma forse i pakistani e gli americani non se ne rendono conto più di tanto, visto che i richiami linguistici infausti sono tutti italici) quando gli americani hanno fatto irruzione nella casa. Forse, si dice, è stata proprio una delle mogli a tradire “lo sceicco del terrore” (altro suggestivo soprannome affibiato dagli americani al loro incubo n. 1 dopo l’11 settembre 2001).
49099-famiglia.jpgDi queste donne silenziose, velate, fedeli (forse…), pazienti ora si sanno anche i nomi. La prima moglie si chiama Najwa Ghanem e sarebbe madre di undici dei figli di Osama, uno dei quali, forse, è stato ucciso durante un attacco militare americano in Pakistan. Najwa ha anche pubblicato un libro, nel 2010, insieme al figlio Omar, il cui titolo si può tradurre con “Crescere con Bin Laden”. Ha sposato Osama nel 1974 a 15 anni (lui ne aveva appena 17) e sembra che ora viva in Siria ed abbia intenzione di riunire, attorno a sé tutta la famiglia.
La seconda moglie si chiama Khadijah Sahrif ed ha sposato Osama nel 1983. Suoi sono tre della numerosa prole del defunto. E’ di nazionalità saudita, discendente diretta da Maometto. Si dice sia laureata ed abbia anche insegnato, prima di incontrare lo “sceicco del terrore”. Ha divorziato da quest’ultimo negli anni ’90.
La terza moglie di Osama è Khairiah Sabar (Sabar in arabo significa “pazienza”) ed il suo matrimonio è stato combinato da Najwa, la prima moglie del “nostro”, nel 1985. Ha avuto un unico figlio da Osama, forse rimasto ucciso durante il blitz americano ad Abbottabad. Khairiah ha un dottorato in legge islamica.
Siham Sabar è la quarta moglie. Ha sposato Osama nel 1987 e gli ha datto quattro figli. Anche Siham è saudita ed era insegnante, prima del matrimonio. Peter Bergen, primo giornalista a realizzare un’intervista con Osama nel 1997, sostiene che Siham sappia maneggiare le armi ed abbia vissuto diverso tempo sulle montagne di Tora Bora.
Della quinta moglie dello sceicco defunto non si sa il nome. Alcuni dubitano persino che esista. Il matrimonio, se c’è stato, si sarebbe celebrato a Karthoum per essere annullato appena 48 ore dopo.
L’ultima moglie di Osama è anche la più giovane di tutte. Si chiama Amal Al Sadah, è yemenita e il suo matrimonio è stato celebrato nel 2000. Rimase incinta quando Osama stava preparando l’attentato alle torri gemelle. Sua figlia si chiama Safiyah ed ha 12 anni. E’ stata chiamata in questo modo in onore di una donna che, al tempo di Maometto, fece strage di ebrei. Una bella eredità, non c’è che dire! Amal ha, attualmente, 29 anni ed è rimasta ferita ad Abbottabad, durante l’uccisione del marito.
bin-laden-225x300.jpgEcco la famiglia Bin Laden: numerosa, articolata, complessa. Variegata. Sono sopravvissute solo le mogli e i figli di quest’uomo terribile che, forse, però, sarà stato anche un buon padre e un buon marito, chissà. Bene e male spesso tendono a confondersi e confondere noi poveri umani. Chissà che ne sarà di queste donne e dei loro figli, ora. Le donne, nell’Islam, sono un’appendice dell’uomo e vivono in loro funzione.
I nomi di queste donne, finalmente usciti dalle nebbie di un’informazione imprecisa e spesso incentrata solo sulle figure maschili, parlano di antiche usanze tribali, fanno riferimento a passaggi di storia, di memoria. Sono i nomi di donne che hanno diviso la loro sorte, oltre che il letto, con un uomo assai discutibile, come tutti gli uomini di potere.
Perchè Bin Laden, per quel che penso, non era molto differente, in fondo, da Dabliù Bush, per esempio, o da tanti – troppi – uomini di potere che hanno le mani sporche di sangue. Questi, magari, hanno avuto un “regno”, un comodo scranno su cui sedersi e la legittimità fittizia con cui pavoneggiarsi. Bin Laden, perlomeno, ha vissuto in fuga perenne. Senza regno, senza scranni, senza terra.

Le mogli del “boss”ultima modifica: 2011-05-24T08:41:06+02:00da emhotep
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